IL CONTROLLO E' DISORDINE

Senti che pace .
Bene.
E’ tutto a posto.

Lascia, guido io.
Ho capito come si fa.

Misura con cura,
conta i passi.

La geometria e’ importante.

Le posate—Allineate.

Le matite—Temperate

Le ciabatte—Vicino al letto

Siamo perline—Su un filo.

IL CONTROLLO E’ DISORDINE

“Suonate le tombe, eccolo arriva:
Il Gran Governatore del Nulla! “

Cosi ti schernisce il Controllo,
mentre fa l’amore con la Paura senza mai godere.
E ti costringe li.

Poco piu’ in la, fuori dal tuo teatrino, c’e’ un Flusso.
C’e da sempre ed è li che dovresti abitare.
Della tua stessa sostanza.
Acqua nell’acqua.

Una sola entrata,
di nome Abbandono.

Un olio.
Una musica.
Un vento.

Quella carezza a te stesso
che da sempre ti neghi.

M.

P.S. salutami i Conti.
Se tornano.

HO VISTO

Ho visto.

 

Il tuo piede scalzo ascoltare la terra nuda.
Ma non per lui.

In te il portamento di chi ha già indossato l’armatura.
Non per lui.

Il tuo volto senza rabbia , di chi ha fede.
Non per lui.

Il tuo corpo danzare e vibrare su un unica nota.
Non per lui.

°
E’ per il soffio.

 

Quel soffio che mi ha attraversato,
quando,
già da lontano,
Tu
mi hai toccato.

OMBRA

E’ un dramma avere l’ ombra diversa dal proprio corpo.
Per non incontrarla c’e’ chi vive al buio ,
altri in controluce.

Ti mancano i grigi.
E’ fatica .
E’ lontananza.

La guarigione c’e, ed è per tutti.
Sta nell’acqua,
nel suo ritmo liquido.

Ci aspetta nascosta negli angoli
delle infinite geometrie dell’universo.
Che sempre si ripetono .

Poi vedi.
Poi senti.
La polvere sul cuore non era polvere.

Rugiada forse.

ESCI

Esci.
Fatti mettere del fango sugli occhi.
Alla finestra aspetti neve ed io ti visito ancora.
Come farfalla sui capelli.
Il tuo cane mi ha visto.
.

Non hai capito di che cantano gli uccellini tra i fini rami ?
.

Siedi.
Ho un olio tiepido per le tue orecchie.
Sei come profumo , la valigia della vigilia.
Sono qua vicino, dove non ti volti mai.
Il tuo cane mi ha visto.
.

Non hai capito di che cantano gli uccellini tra i fini rami ?

21 due&uno VENTUNO

Muti gli occhi.
La tua bocca un oceano.
Ventuno i grammi.
.
.
.

DueSono (appendice)

Canarini nella stessa gabbia.
Pianeti che danzano l’uno intorno all’altro.
L’anima ed il corpo legati dal filo d’argento.
Zero&uno sul binario
Hidrogeno Ossigeno nell’ acqua.
Nome e cognome.
Noi.

.

UnoE'(appendice)

Volosenzagravita’
Lattimopresente
Assenzadiconfini
Lorologiofermo
Ilnienteprimadise’

…non piu’ un nome.
Non un suono che m’assomigli.
L’uno è solo.
io.
.
.
.

Muti gli occhi.
La tua bocca un oceano.
Ventuno i grammi.

IL GIARDINO

…ma il nostro progetto di fare un giardino?
Troppo fitto è il mio bosco.
Miei questi rami secchi.

Ti do licenza.
Vieni e colpisci forte.
Manda tempesta, vento e fuoco.

Tanta assenza mi rende pronto.
La mia schiena è arsa.
Nudo il petto.

Portami un cielo per essere figlio.
Un vento che mi dica i confini.
E luce a disegnare il mondo.

Che aspetti?

comitato ARIMO

Secondo me se uniamo le forze ed uniti,la chiediamo, ci verrà concessa.
Io ne sento il bisogno.

Forse perchè la terra gira veloce(1670km all’ora) e noi sopra manco ce ne accorgiamo.
Sara’ per quella aritmia, quel lieve ritardo o anticipo che sentiamo nel tempo presente.
Oppure perchè stufi di questi noi stessi che non ci assomigliano per niente,mentre attraversiamo specchi.

Certo ci vuole intensità e precisione nella richiesta.
Ecco una prima bozza:

CARISSIMO,
CON LA PRESENTE VORREMMO PORTARE ALLA SUA ATTENZIONE LA NOSTRA PROPOSTA
DELL’INTRODUZIONE DELLA REGOLA DENOMINATA “ARIMO”.
ESSA CONSISTE IN ALCUNI ISTANTI DI PAUSA NEI QUALI NOI PARTECIPANTI,
SGRAVATI DALLA FUNZIONE SPAZIO-TEMPORALE,
POTREMMO AVERE PERCEZIONE DELL’UNITA’ ED ORDINAMENTO DELLE COSE.
IL GIOCO STESSO NE TRARREBBE BENEFICIO,
POTENDO USUFRUIRE DI CONCORRENTI RITEMPRATI E CON VISIONE PIU’ AMPIA.

RINGRAZIANDOLA DELLA SEMPRE DIMOSTRATA DISPONIBILITA’,
CORDIALMENTE LA SALUTIAMO.
Comitato ARIMO

…poi si potrà riprendere con le nostre abitudini.
gli inciampi ,
i fraintendimenti,
e gli imbarazzi di sempre.